Suono e movimento: approccio neuro cognitivo sugli aspetti di manifestazione musicale. Oltre la dicotomia natura/cultura.

INTRODUZIONE

La musica comporta la manipolazione del suono. La nostra percezione della musica è quindi influenzata da come il sistema uditivo e il nostro sistema nervoso centrale codifica e conserva le informazioni acustiche. Questo argomento non è nuovo, ma i metodi più recenti e risultati hanno fornito contributi importanti. Rivedremo questi insieme ad alcuni risultati classici in questo settore. Comprendere i processi uditivi che si verificano durante l’ascolto e la creazione di musica può aiutare a rivelare perché la musica ci unisce in maniera naturale, e forse anche fornire alcuni indizi utili a capire le sue origini. La musica fornisce anche un forte stimolo con cui scoprire interessanti fenomeni uditivi, i quali possono a loro volta rivelare meccanismi che altrimenti passerebbero

inosservati o sottovalutati. Ci concentreremo principalmente sul ruolo delle altezze nella musica. L’altezza è una delle principali dimensioni lungo la quale varia il suono in un brano musicale. Altre dimensioni sono altrettanto importanti,naturalmente, ma i legami tra scienza di base e musica sono più forti per il parametro dell’altezza (pitch), soprattutto perché c’è qualcosa che non si sa su come questa viene analizzata dal sistema uditivo.

FISICA E MUSICOLOGIA ( PENTAGRAMMA DEGLI ARMONICI)

Tono puro: un tono con una forma d’onda sinusoidale, costituito da un unica frequenza;

Tono complesso: qualsiasi tono periodico la cui forma d’onda non è sinusoidale, e costituita da più frequenze;
Armonico: tono puro la cui frequenza è un multiplo intero di un’altra frequenza;
F0: frequenza fondamentale;

Ottava: intervallo di frequenze corrispondente ad un raddoppio della frequenza;
Scala cromatica: scala le cui note della musica occidentale vengono disegnate in 12 passaggi che sono equidistanti su una scala logaritmica;
Semitono: l’unità di base con la quale viene misurata la frequenza in contesti musicali occidentali. Equivale ad un dodicesimo di ottava, o la spaziatura tra note adiacenti sulla scala cromatica;
Intervallo: differenza di altezza tra due note;
Accordo: combinazione di due o più note suonate contemporaneamente;
Polifonia: musica che unisce più linee melodiche destinate a mantenere la loro identità, piuttosto che di fusione in una sola voce;

Omofonia: musica in cui due o più parti si muovono insieme.

Il timbro e il ritmo, sono meno legati alla base dei meccanismi percettivi, anche se questi rappresentano le aree di interesse per ricerche attuali e future.

Esistono numerosi sistemi tonali che promuovono il riconoscimento di una nota di base come riferimento tonale e sono sempre indicativi di un origine remota nell’uso selettivo di armonici su una singola fondamentale. Uno di questi sistemi viene definito come sistema della “scala pentatonica”. Questo è il background di una di molte delle strutture armoniche che si ritrovano nella musica di Gabon, Angola e Sudafrica. E’ possibile anche che vi sia un retaggio di tali sperienze in alcune forme di Blues.

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OLTRE LA DICOTOMIA NATURA/CULTURA: ASPETTI DI MANIFESTAZIONE

MUSICALE SU STIMOLO VISIVO/MOTORIO

Uno degli aspetti salienti dell’ altezza è la relativa direzione del cambiamento (verso l’alto o verso il basso) da una nota alla successiva. La maggior parte delle persone sono in grado di codificare una nuova sequenza di note, come dimostra la loro capacità di riconoscere questa successione quando replicata in una melodia trasposta.

E’ probabile che il nostro sistema uditivo partendo da una nota o da una successione di esse riesca a completare e riprodurre una successione melodica. In recenti esperimenti, infatti, a prescindere dalle competenze musicali le persone tendono ad essere meno precise nel riconoscimento delle melodie e dei rapporti intervallari se nella successione melodica vengono   inserite note slegate dai rapporti fin qui evidenziati.

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Persone senza una particolare ed approfondita conoscenza musicale, riescono a codificare stesse melodie su tonalità differenti ma che mantengono gli stessi rapporti intervallari. l’ identificazione di intervalli semplici come la quarta o la quinta giusta è stata riscontrata nei bambini che riescono a codificarli piu facilmente rispetto ad esempio ad un tritono, dimostrando che la tendenza umana all’identificazione degli intervalli si sviluppa in età prescolare indipendentemente dall’ educazione musicale.

BOBBY MCFERRIN DIMOSTRA IL POTEREDELLA SCALA PENTATONICA, CON LA PARTECIPAZIONE DEL PUBBLICO, ALLA MANIFESTAZIONE “NOTES & NEURONS: IN SEARCH OF THE COMMON CHORUS”, DAL WORLD SCIENCE FESTIVAL, DEL 12 GIUGNO 2009.

La platea lo segue, ed è sorprendente quando Bobby McFerrin intona un controcanto sulla base musicale che la platea continua a cantare in modo incredibilmente intonato anche quando Bobby, con i saltelli, introduce nuove note. Lo scopo di questo semplice esperimento, che lascia tutti con un senso di meraviglia, è di dimostrare che la scala pentatonica – sulla quale è stato impostato il coro improvvisato con una platea composta da comuni individui dal punto di vista musicale – è naturale e universale. La musica infatti è un linguaggio universale ma ci sono anche aspetti molto specifici di alcune culture. Nella cultura occidentale, ad esempio, molte canzoni folcloristiche sono basatesulla scala pentatonica, ma anche molti Spiritual lo sono. Ci sono poche cose più umane della musica: non è difficile pensare ad un gruppo primitivo attorno al fuoco da cui la musica, ritmo e melodia, sgorghi naturalmente. Ciò che ci si chiede allora è se fra tutte le musiche del mondo vi sia una base comune.

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Giannattasio anche grazie ad Harwood e Dowling afferma che il processo cognitivo umano opera per mezzo di schemi percettivi motori attraverso cui si generano aspettative (in gran parte inconsce) circa l’insorgere degli eventi e si programmano i futuri comportamenti. L’interruzione di uno schema o di un progetto in atto causa una sollecitazione biologica: un segnale che qualcosa è andato storto. Questa reazione a sua volta provoca una ricerca di un’interpretazione cognitiva di cosa è successo: una ricerca di significato. Sostanzialmente sollecitazione ed interpretazione compartecipano nel determinare una esperienza emozionale di particolare qualità.

Nel riconoscimento della musica la comprensione delle relazioni risulta fondamentale; è questo il pilastro di tutti i sistemi musicali umani. Una delle relazioni musicali è l’equivalenza delle ottave, il principio che permette a uomini e donne di cantare e suonare insieme dandogli l’impressione di essere all’unisono anche se le donne tipicamente cantano su un’ottava superiore.

Salmè

BIBLIOGRAFIA :

-Josh H McDermott and Andrew J Oxenham “Current Opinion in Neurobiology” 2008 Music and the Brain;

-David W. Perry 2002 “Cultural constraints on music perceptionand cognition”

-Steven J. Morrison and Steven M. Demorest 2009 “Absolute pitch: perception, coding,and controversies”;

-Daniel J. Levitin and Susan E. Rogers 2002 “Absolute pitch: perception, coding, and controversies”;
-Jon H Kaas, Troy A Hackett and Mark Jude Tramo 1999 “Auditory processing in primate cerebral cortex”; G. Kubik, “Africa and the blues” 1999;
– Dowling WJ, Fujitani DS: Contour, interval, and pitch recognition in memory for melodies. Journal of the Acoustical Society of America 1970;
-Edworthy J: Interval and contour in melody processing. Music Perception 1985;
– Schellenberg EG, Trehub S: Frequency ratios and the perception of tone patterns. Psychonomic Bulletin & Review 1994;
-F. Giannattasio “Il concetto di musica”, 1998.
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