Creative Crimes: dopo ‘Bastard’ in arrivo l’album della maturità.

Inni alla sfrontatezza, al rock old school e all’autenticità, avulso dai generi: questo è ‘Bastard, terzo lavoro della rock band romana.

A settembre invece uscirà ‘Armin T. Wegner’, in onore del nonno di Gabriele Wegner, col doppio intento di celebrare lo scrittore e paramedico tedesco e di far conoscere una delle pagine più tragiche della storia contemporanea: il genocidio degli armeni.

creative crimes

Creative Crimes

E’ un rock autentico, diretto e senza fronzoli quello dei Creative Crimes, band nata nel 2001 dall’incontro tra Gabriele Wegner (chitarra e voce) e Subash Scheggi (chitarra e seconda voce), giunto al terzo album con ‘Bastard’; un’opera intrisa di letteratura bukowskiana e riferimenti al rock old school.

Le nostre prime influenze sono stati i Pink Floyd, gli Alice In Chains e i Sex Pistols anche se abbiamo sempre eseguito pezzi inediti, mai una cover” ci dice il front man del gruppo Gabriele Wegner, aggiungendo che: “Nella nostra carriera abbiamo sempre oscillato fra uno stile violento e uno più ‘leggero’ che si rifà giocoforza alla vecchia forma ballade. C’è da dire che è difficile confinarci in un genere: noi i generi li usiamo in funzione di ciò che vogliamo dire, e così abbiamo sempre fatto.

wegner

Gabriele Wegner

Ed è cosi che si presenta ‘Bastard’: un inno alla sfrontatezza più sincera e genuina come testimoniano brani come ‘I Don’t Fucking Give a Damn’ e ‘Lick my Obscenity’ oltre al singolo omonimo del disco. Dal 2010/2011, poi, nel gruppo rimangono membri inamovibili anche il bassista Gianluca Scaglione e il batterista Valerio Giovanardi che aggiungono forza nella struttura e nel groove, aiutando non poco il gruppo nella fase creativa.

I testi sono rigorosamente in inglese: “perché vogliamo rimanere fedeli allo stile anglosassone; scrivere testi in italiano, nel nostro stile, avrebbe snaturato a mio giudizio, l’idea che sta alla base del nostro modo di fare musica e la nostra identità musicale” spiega Wegner, sottolineando che: “peraltro l’inglese è molto più musicale dell’italiano per quanto ci riguarda” ha poi concluso.

Ed è in arrivo il quarto album, che probabilmente consacrerà il gruppo portandolo alla maturità: si tratta della celebrazione del carismatico ed eroico nonno di Gabriele Wegner, Armin T. Wegner (che sarà anche il titolo del disco), giornalista, scrittore e paramedico tedesco che col suo lavoro documentò il genocidio armeno del 1915/16 perpetrato dall’Impero Ottomano. Un genocidio eseguito ai danni di tutte le popolazioni cristiane dell’Anatolia, e Armin Wegner portò queste stragi all’attenzione mondiale.

                                                                                                                                                                           

Armin T. Wegner

Armin T. Wegner

‘Armin T. Wegner’ segna per noi, probabilmente, il passaggio alla maturità mediante anche un linguaggio maggiormente melodico. Peraltro nella nostra carriera abbiamo sempre oscillato fra uno stile violento e uno più ‘leggero’” ci dice Wegner, consapevole del diverso spessore culturale e storico del lavoro in cantiere, ma aggiunge: Mio nonno era un artista poliedrico, scrittore, giornalista, poeta, avventuriero, aveva lo spirito dell’artista dentro di sé, ed è proprio attraverso l’arte e l’amore per essa che vogliamo raccontare la sua storia, il suo vissuto. Quest’album non vuole avere la pretesa di raccontare il suo pensiero, accessibile a tutti attraverso la miriade di cose che ha scritto riguardo al genocidio armeno prima e a quello ebraico poi, ma vuole raccontare una storia, la storia di un uomo come tanti che di fronte ad una cosa così assurda come l’annientamento di un popolo vissuta in prima persona, invece di girare lo sguardo dall’altra parte, ha deciso di dare voce a questo dramma, sacrificando la sua vita”.

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