Se proprio ti devo salutare…

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Visto che ti devo salutare, allora voglio che tu sappia
quanto mi hai fatto sentire ancora vivo…
Forse per poco, o per illusione.
Ma per un uomo solo come me i passanti sono diamanti,
perderli è solo una premessa.
E’ come li custodisci che fa la differenza…

Se ti devo salutare allora voglio che tu sappia quanto ti stimo,
quanto penso che tu abbia tante facce
quante sono le cose che sai fare, le tue qualità.
Voglio che tu sappia che se avessi saputo trattenerti lo avrei fatto,
fosse costato questo anche la perdita di una strada,
o di una misera identità.

Se proprio ti devo salutare, allora.
non posso negarmi il piacere di confessarti quanto ti adori;
sai trasformare il mio astio amaro in miele,
sai solo tu come accendere una curiosità
ormai spenta dalla mia età,
dalle mie mille delusioni e desideri di vendetta.

Voglio che tu possa partecipare
anche solo per un secondo, anche da lontano,
alla gioia che ho provato io nel poterti vedere, parlare…
E forse in minima parte, anche condizionare.

Voglio che tu sappia che quando c’eri la mia birra non aveva più sapore…
Contava ciò che eri, sei e rappresenti.
Vorrei che tu possa ogni giorno stimarti, nei tuoi mille riti quotidiani,
che tu possa guardarti e sorriderti,
sicura che il mondo a seconda di come lo guardi,
può toglierti molto e allo stesso tempo regalarti sé stesso;
un universo intero da conquistare, una pista infinita per ballare.

Voglio che tu sappia che hai resuscitato un morto,
un morto di sé stesso,
finito divorato dalla propria malavoglia e dal livore;
un Don Chisciotte senza nemmeno più mulini a vento all’orizzonte.
Voglio che tu sappia che non avrei saputo inventare
un ritmo migliore del battito del tuo cuore quando fai l’amore…

Voglio che tu accetti il fatto di essere una donna nuova,
che splende di luce propria, che corre mentre il resto cammina,
che sa cogliere l’invisibile alle masse,
e agli uomini stanchi come me.
Se ti devo salutare, allora voglio salutarti con un sorriso,
lo stesso che tu, senza che mi dovessi nulla, mi hai regalato…
Facendomi provare, forse per la prima volta,
un sentimento di ‘casa’.

Voglio salutarti così; come ti ho conosciuto…
Disarmato, sincero e costante.
Se devo salutarti allora sappi
che io per te avrei potuto fare cose che solo i grandi generali,
gli eroi, gli antagonisti, quelli che vanno sempre in direzione ostinata e contraria
senza mai farsi abbattere dai fallimenti, avrebbero saputo fare.

Avrei scalato in terra le montagne e in mare le onde, per te.
Avrei scritto un’altra Bibbia, avrei inventato una nuova lingua,
governato il karma, creduto alle religioni… per te.
Avrei fatto il Girotondo coi bambini d’estate,
e acceso i fuochi per le feste d’inverno, sfidato le mode e gli uomini,
per stare solo un giorno al tuo fianco.

Voglio salutarti così… se devo.
Se devo ti saluto… e mentre lo faccio ti adoro.

 

Smirne

 

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