Terzo Municipio: chiuso il Brancaleone a seguito di un’indagine sugli spazi in concessione

Sequestro e indagine per morosità e furto di energia. Anche questa inchiesta è figlia della delibera 140 del 2015. Fassina: “Si sta prefigurando uno scenario inquietante”.

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Per i romani era il ‘Branca’, lo storico spazio sociale di via Levanna, ma nella mattinata del 14 dicembre le forze dell’ordine, di concerto con i vigili urbani, hanno dato esecuzione alla richiesta di sequestro per occupazione abusiva da parte della magistratura.

L’azione contro il Brancaleone si collocherebbe nell’ambito dei controlli sugli spazi pubblici in concessione a seguito della delibera 140 del 2015 emessa dalla giunta Marino, e che sia la gestione commissariale di Tronca che la giunta Raggi hanno portato avanti. E per lo spazio spazio sociale a ridosso di piazza Sempione pare che la concessione sia scaduta già da alcuni anni.

brancaleone-sigillatoDicono gli attivisti: “La concessione è scaduta da quattro anni, abbiamo fatto richiesta per il rinnovo ma il Comune non ci ha mai fatto sapere nulla. Inoltre, sempre secondo la magistratura, dei circa 1300 euro mensili di affitto ne venivano versati soltanto la metà.
Abbiamo provato ad ottenere il riconoscimento dei lavori fondamentali e economicamente importanti di messa in sicurezza e recupero dello stabile abbandonato, ma anche qui nulla” hanno aggiunto i militanti che, dopo la delibera, dovrebbero versare al Campidoglio circa 370mila euro di arretrati, cifra enorme in quanto calcolata sui prezzi di mercato.
Durante le operazioni di sgombero e sequestro una persona è stata fermata e poi rilasciata e, secondo alcune agenzie, ad aggravare il quadro ci sarebbe anche un allaccio all’energia elettrica non autorizzato.

In tutto i sigilli hanno coinvolto una palazzina di tre piani e una ex scuola, risparmiando solo labrancaleone-640x330 ‘main room’, la stanza utilizzata come discoteca, attività che il Brancaleone negli ultimi anni aveva accentuato in quanto aveva gradualmente perso nel tempo, dopo l’occupazione del 1990, la sua matrice politica per trasformarsi in semplice luogo di ritrovo per i giovani.

Ancora uno sgombero a Roma nei confronti di una realtà culturale e sociale che da sempre rappresenta un punto di riferimento per la città ha dichiarato Stefano Fassina, consigliere capitolino di Sinistra x Roma, sottolineando che: “Si sta prefigurando uno scenario inquietante: sono ormai decine le realtà che operano in ambito culturale e sociale sgomberate o che rischiano lo sfratto nei prossimi giorni. Per quelle colpite dalla 140 presenteremo in assemblea capitolina, nel corso della discussione sul bilancio, un ordine del giorni per chiedere una sospensione degli sfratti in attesa di un regolamento per l’uso sociale del patrimonio capitolino”. Insomma per la sinistra romana siamo di fronte all’ennesimo attacco a quelle forme alternative di associazionismo che sono parte integrante del welfare cittadino.

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